Chi siamo

Due designer, un laboratorio artigianale interno, una rete di collaboratori.

Laboratorio interno - falegnameria

Il risultato di un team d'eccezione.

La soluzione migliore è sempre il risultato di una sinergia d’eccellenza. L’azienda di Enrico Bedin – Interior Designer sposa in pieno questa filosofia e negli anni ha costituito un team contraddistinto da alta professionalità e ottima capacità di collaborare per la soddisfazione del cliente.
Ad oggi il gruppo è composto da: due interior designer, un laboratorio artigianale specializzato nella laccatura del legno e una rete di collaboratori tra artigiani, costruttori edili, falegnami, idraulici, elettricisti e montatori.
Il laboratorio interno è il piccolo fiore all’occhiello dell’azienda. Fondato dal padre di Enrico, parla il linguaggio della storia e dell’amore per i materiali. Qui, tra i profumi del legno e gli strumenti che si usavano una volta, vengono costruiti mobili, oggetti per la casa o si personalizzano arredi esistenti. Si può provare l’emozione di veder nascere da zero un pezzo unico che accompagnerà la tua vita.      

Stil'è magazine
Il numero di Dicembre di Stil'è parla di noi. Leggi l'articolo.
Collaboratori artigiani realizzano pezzi unici

I designer

Sinergie armoniche.

Enrico Bedin

Interior Designer
Designer

Di che cosa ti occupi?
Da più di 25 anni, mi dedico a tutto ciò che riguarda l’arredamento d’interni, sia in ambito abitativo che business (uffici, negozi, hotel, ristoranti etc.), dallo studio del concept alla produzione tecnica esecutiva del progetto.
Occupandomi anche di fornitura, mi interfaccio con tutte le figure che si relazionano all’interno di un progetto.

Perché hai scelto il mondo dell’interior design?
Fin da bambino ho amato tutto ciò che i miei sensi consideravano ‘esteticamente bello’. Sto dedicando la mia vita a questa passione.

Quando hai capito che volevi fare l’interior designer?
Da piccolo mi dividevo tra il laboratorio di mio papà e la passione per l’arte. Ho sempre amato aiutare in laboratorio con i disegni tecnici per la produzione, ma la svolta c’è stata quando ho iniziato a lavorare presso il Mobilificio d’Arte Marchetti. Lì ho capito che la mia creatività poteva diventare arte e professionalità.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Ascoltare il cliente, mettersi alla prova per rispondere a tutte le sue esigenze, con precisione e ricerca dell’eccellenza.    

Qual è il luogo più bello in cui hai lavorato?
Grande Arredo, una ditta che ha fatto la storia del design classico e mi ha permesso di crescere molto, soprattutto a livello di metodo.

Qual è il tuo materiale preferito? E il tuo colore?
Adoro il legno, è il materiale con cui sono cresciuto e che conosco profondamente. Il colore che oggi preferisco è il verde: molto audace da mixare con altri materiali, di gran classe se dosato con cura.

Irene Ranzato

Interior Designer
Visual Designer

Di che cosa ti occupi?
Supporto Enrico nella parte visual del progetto, dal render alla grafica, fino alla presentazione del progetto.

Perché hai scelto il mondo dell’interior design?
Perché ho una passione per la storia che si nasconde dietro ogni oggetto, e il percorso che porta ogni persona ad avere particolari necessità, a scegliere determinati spazi.

Quando hai capito che volevi fare l’interior designer?
Ho amato questo settore fin dalla prima lezione di Storia del Design.
Quando poi ho accompagnato Enrico al Salone del Mobile mi si è aperto un mondo.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Vedere che nel nostro studio non è il prezzo o il budget che muove il lavoro e identifica le persone, ma quello che può farli felici e soddisfatti della loro scelta.

Qual è il luogo più bello in cui hai lavorato?
L’Università di Venezia, come assistente di master Interactive Media for Interior Design. Lì ho avuto occasione di mettere alla prova le mie capacità di visual designer, spiegando la materia a studenti in difficoltà. Venezia può solo rimanere nel cuore per la bellezza dei suoi edifici.

Qual è il tuo materiale preferito? e il tuo colore?
Il materiale che preferisco è il legno. Sto imparando a conoscerlo, e il calore che passa attraverso questa materia così naturale e viva è davvero stupefacente. Come colore amo l’ocra: mi ha insegnato come una sola tinta possa fare una grande differenza. Poi, nella vita, sia io che Enrico siamo accumunati dal rosso… ci sarà un motivo se lavoriamo assieme!